martedì 13 dicembre 2011
...work in progress "Würfel"...
Qui possiamo vedere raggruppate alcune immagini del montaggio del Würfel, ovvero un contenitore, realizzato con dei pezzi di compensato, chiodi, cerniere, colla vinilica, ruote e tanta fantasia...ma questo lo vedremo più avanti.
martedì 6 dicembre 2011
Compasso d'Oro a Ingo Maurer
L’Associazione per il Disegno Industriale ADI ha conferito a Ingo Maurer il premio Compasso d’Oro alla carriera internazionali per la sua attività ultraquarantennale. La cerimonia di premiazione ufficiale ha avuto luogo il 12 luglio scorso a Roma. Tra i premiati anche Enzo Mari, Toshiyuki Kita e Piera Gandini.Il Compasso d’Oro è stato istituito nel 1954 da un idea di Gio Ponti ed è il più antico e prestigioso premio internazionale di design. Il premio alla carriera viene conferito a chi si distingue nell’ambito del design per ricerca, insegnamento, produzione e distribuzione.Stare accanto ad un grande artista è stata una sensazione inenarrabile, toccare, avere accanto quelle opere di design così semplici e geniali ti fa rimanere a bocca aperta, sono rimasta incantata davanti a co' tanta bellezza!
giovedì 1 settembre 2011
Handmade Book ..creazione di PANNELLI DIVISORI "PanKla"
I Pannelli divisori "PanKla" sono rivestiti con le immagini delle opere dei grandi artisti di tutti i tempi cioè "Munari, Sottsass Pesce e Warhol" , sono stati realizzati con materiali 100% riciclabili, per entrare nello specifico attraverso l'uso di cartone ricilato, filo di cotone, colla vinilica, fogli di carta. Riprendendo gli insegnamenti del chimico francese Antoine-Laurent de Lavoisier : " Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma."
Qui di sotto seguiranno delle immagini dove sono esposti i Pannelli divisori "PanKla", in due contesti differenti e nelle due visioni dei Pannelli, lato A e lato B.
Il lato A inserito in un contesto formato da linee semplici e regolari, separa due zone con sobrietà ed eleganza, attraverso l'uso dei colori a tratti vivaci illumina e caratterizza l'ambiente circostante.
Il Lato B "Pannelli Divisori Pankla"
Il Lato B "Pannelli Divisori Pankla"
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Con questi 2 Pannelli divisori ho voluto raccontare la mia esperienza all'interno del corso. Grazie alle informazioni avute e gli input datami a lezione, approfondite per mezzo dei libri, internet, mostre e musei sono riuscita ad acquisire ed aumentare il mio bagaglio culturale.
Questi pannelli rappresentano la "sintesi" di tutto il mio blog e di ciò che si è impressionato nella mia mente come una sorta di pellicola fotografica.
Durante il percorso che mi ha portato fin qui, ho cercato pian piano di spiegare gli strumenti e i passaggi impiegati per la creazione di questi due Pannelli con 2 lati chiamati "Lato A" e "Lato B" (questo perchè tutti noi abbiamo due lati fisicamente, ma anche nella parte più intima di noi stessi, conserviamo un lato conosciuto ed uno infinitamente intimo). Ho voluto dare un nome ai Pannelli divisori chiamandoli: "PanKla".
Le mani_Munari_Pesce_Warhol_Sottsass
La mano è il primo strumento dell'uomo, ed è anche un modo di espressione quando aiuta la parola o la sostituisce tramite il linguaggio dei segni, e quella parte che ci permette di creare, di esprimere i nostri sentimenti traducendoli in forme che possiamo chiamare "arte"!
Andy Warhol
sabato 11 giugno 2011
Work In Progress_Munari_Pesce_Warhol_Sottsass
...Dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior....
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior....
...Cosa succede se al posto di buttare il cartone usato lo trasformassimo in qualcos'altro?....
...Attraverso l'uso di un taglierino, di un bisturi, di giornali, di carta per imballaggio, di tanti scatoli di cartone (riciclati o meglio presi dalla spazzatura), colla, scotch biadesivo, pennelli, stampe, filo colorato ed un pò di fantasia....
venerdì 20 maggio 2011
Gaetano Pesce..."Il genio Umano"
Quando design, artigianato e storia si incontrano il risultato non può essere che carico di senso: è il caso del progetto Sessantuna, realizzato da Gaetano Pesce e Cassina per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia con un oggetto di design che non è solo complemento d’arredo ma anche icona. L’idea si compone di sessantuno tavoli tutti uguali ma tutti diversi, ispirati all’anno dell’unificazione ma anche ai territori italiani che uno dopo l’altro hanno contribuito a creare la nazione come la conosciamo oggi.
....lo studio dell'architetto come una bottega, dove persone, strumenti e materiali rivestono la medesima importanza delle idee; "perchè FARE è PENSARE".
domenica 19 dicembre 2010
Non c'è niente al mondo che valga un secondo da emozionarmi come quando siamo noi, nient'altro che noi
Oggi non lavoro, oggi non mi vesto
resto nudo e manifesto
Sono fuori dal coro, nettamente diverso
le mode se ne vanno, io resto! e manifesto!
contro! ogni occasione è persa
i calci di rigore sulla traversa
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo..
Penso a meno stress e più farfalle, menochiacchere alle spalle
Non ho più silenzio, non ho più un pretesto
gli eroi se ne vanno, io resto! e manifesto!
contro! ogni occasione persa
i calci di rigore sulla traversa
contro! paramoie e tempeste
rimanere fuori dalla feste
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo...
resto nudo e manifesto
Sono fuori dal coro, nettamente diverso
le mode se ne vanno, io resto! e manifesto!
contro! ogni occasione è persa
i calci di rigore sulla traversa
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo..
Penso a meno stress e più farfalle, menochiacchere alle spalle
Non ho più silenzio, non ho più un pretesto
gli eroi se ne vanno, io resto! e manifesto!
contro! ogni occasione persa
i calci di rigore sulla traversa
contro! paramoie e tempeste
rimanere fuori dalla feste
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo
Resto nudo e manifesto - Faccio un gesto e manifesto - Oggi guardo il cielo...
sabato 18 dicembre 2010
COS'E'?
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| Eames Plywood Elephant |
Gli inventori dello sgabello-elefante Charles e Ray Eames, tra i primi a creare mobili insoliti con materiali d' avanguardia ESPERIMENTI . Negli anni ' 50 i coniugi provano le resine mai usate per gli arredi.
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| Charles e Ray Eames |
Sempre insieme, gli sguardi che si incontrano complici, assorti nel lavoro, sorridenti nelle immagini familiari, comunque giocosi e vitali. Così li ritraggono le fotografie. Erano una coppia vera, nella vita come nel mestiere, Charles (1907-1978) e Ray (1912-1988) Eames: la coppia di designer più celebre al mondo, ambasciatori culturali in Europa dell' America del dopoguerra e alfieri del modernismo a livello internazionale. All' inizio la loro attenzione si concentra sul legno multistrato, che viene tagliato, piegato e modellato fino a raggiungere una dimensione tridimensionale: inventano addirittura una particolare pressa, che chiamano «macchina Kazam», per comprimere i fogli di compensato incollato. Gli elementi d' arredo risultano leggeri, pratici e comodi, basti ricordare il delizioso «Playwood Elephant», sgabello per bambini a forma d' elefantino, pensato nel 1945 e messo in produzione da Vitra l' anno scorso.
Charles e Ray Eames erano guidati da un unico credo comune: «Il meglio del meglio per il maggior numero di persone».
La silhouette Eames Plywood Elephant è lineare con grandi orecchie, la proboscide, è il dorso da cavalcare: pensato per in e outdoor, questo animale amico con i suoi cinque colori sorbetto (bianco, grigio ghiaccio, rosso , rosa e lime) è un pezzo davvero speciale. Chepiacerà ai bimbi, e rimarrà in casa anche quando crescono. Come oggetto da collezione.
mercoledì 8 dicembre 2010
Creazioni di Natale
Riciclo creativo: il pennello si trasforma in Babbo Natale
Un grosso pennello ispira l’immaginazione dell’autrice di “Suzy’s Artsy Craftsy Sitcom“, che attraverso un chiaro e dettagliato tutorial vi spiega come trasformare l’artistico strumento in un un simpatico Babbo Natale, semplicemente adoperando colori e carta. Iniziate dipingendo il pennello, un’insolita azione, ma indispensabile per creare la base da cui partire. Le setole, colorate di bianco, diventeranno la lunga barba dell’amato protagonista, mentre striscioline di carta quilling si trasformeranno in capelli, naso e baffi. Invece il manico, decorato e abbellito con un fiocchetto, servirà ad appendere la deliziosa creazione fai da te.
Fai da te: le decorazioni di feltro per l'albero di Natale by FamilyCircle
Un solo materiale per tante decorazioni di Natale! Il feltro diventa protagonista indiscusso delle nuove creazioni, dando vita a bellissimi abbellimenti per l’albero di Natale e a colorate calze della Befana. Saranno proprio le vostre mani a realizzare le piccole creazioni, grazie ai mini tutorial di “FamilyCircle“.
Origami: come realizzare un kusudama con le carambole
Abbiamo conosciuto il kusudama che è una sfera di carta fatta da figure identiche e multiple di origami incollate insieme. Oggi ne ho trovato un tipo che si basa su un modello di fiore meraviglioso, nato da un pentagono e originariamente creato dalla designer tedesca Carmen Sprung. Lei lo definisce “carambola”, forse a causa della sua somiglianza con una sezione trasversale della carambola, il frutto a stella.
Il presepe di carta fai da te
L’idea é realizzare i personaggi con i tubi della carta igienica. Le figure sono ricoperte con un involucro di carta colorata e incollata: il design é molto semplice, e possono essere realizzate anche dai bambini stessi. I più piccoli potranno anche provare a indovinare i personaggi della storia. Carinissimi i tre re Magi nell’immagine.
Lavoretti di Natale: la lavagna Countdown per il conto alla rovescia
In modo creativo con il “Santa Countdown Calendar”, una lavagnetta fai da te da personalizzare con un barbuto Babbo Natale, utilissima per il conto alla rovescia.Il tutorial e la lista dei materiali necessari sono disponibili su “Flamingo Toes“. Tra i vari strumenti dovrete trovare anche un vecchio spazzolino per i denti.Chissà come vera utilizzato! Mentre provate ad immaginarlo, recuperate i vostri amati gessetti e date inizio alla grande attesa.
Upcycle: idee per le decorazioni Natale 2009
Tappi di bottiglia riciclati in palline Il concetto che sta alla base è sempre quello del riciclo creativo o upcycle: usare rifiuti per trasformarli in oggetti con uso diverso da quello per cui sono stati concepiti. Il materiale più versatile è la carta che si presta a essere manipolata in origami e a trasformarsi in palline. Vi sono poi i bigliettini di auguri che possono essere dotati di piccole cornici e appesi all’albero;per chi invece è un po’ negato con la manualità sono proposti dei semplici alberelli da ritagliare con la forbice con i dentini; i cucchiai si trasformano in appendini mentre una vecchia ciotola per la pappa in un omino per la neve con candelina inclusa; idem per le lattine di alluminio, basta verniciarle di bianco e decorarle con sciarpette in lana e cappellini.![]() |
Decorazioni di Natale dell'ultimo minuto: piccoli alberi di cartone
La soluzione è un piccolo alberello di Natale fatto di carta o cartoncino riciclati, illuminato da luci a led, come quello che vedete nella foto.
Decorazioni di Natale: gli animali di Babbo Natale da assemblare
Gli amici e aiutanti di Babbo Natale sono tanti e teneri: sono cinque simpatici animali di carta che potete assemblare per addobbare il vostro albero o per rallegrare la vostra tavola. Questi animali sono arrivati giusti-giusti per diffondere l’atmosfera di Natale prima ancora dell’arrivo del personaggio dispensatore di doni, dalla barba bianca, amico di tutti i bambini. semplice kit di carta fai da te (26cm x 19,5 centimetri). Ideati e realizzati in Gran Bretagna dai creativi della Mibo, oltre ad essere cute, e ad avere dei musetti tenerissimi, sono anche realizzati con carta riciclata al 100%, con inchiostro a base vegetale e imballaggi biodegradabili. Ho Ho Ho…è in arrivo Babbo Natale!lunedì 6 dicembre 2010
COS'E'?
I piselli ...L'oggetto è monocromo ma con sensibili variazioni di tono, ciò gli dà un aspetto appena sofisticato, che però incontra anche il gusto dei consumatori più lontani da una cultura attuale. Il colore è un verde, un certo verde molto noto sotto la denominazione popolare di "verde pisello", colore abbastanza bene calcolato fin dall'inizio della produzione e non più cambiato a tutt'oggi. Questo colore ha determinato influenze cromatiche anche nella moda e nell'arredamento intorno agli anni 20-30.
La forma delle pillole è abbastanza normale benché ci si sia preoccupati di variarle di diametro; ciò che invece risalta per l'originalità, e nello stesso tempo la semplicità della concezione, è l'astuccio...Bruno Munari
"FORCHETTE - BIODEGRADABILI E NON" fantasia + idea = felicità + utilità - spreco di risorse
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Uno degli oggetti emblematici della Pandora è sicuramente Moscardino, vincitore anche dell’ambito premio Compasso d’Oro nel 2001, interamente realizzato in Mater-Bi, biodegradabile al 100%. Una produzione in teoria “usa & getta”, ma che rapisce per eleganza e vivacità tutti quelli che entrano a contatto con i loro oggetti e che, per questo, difficilmente riescono a separarsene. Lo ammetto, tra quelle persone ci sono anche io…Moscardino, come tutti gli altri oggetti, crea un’esperienza unica, nuova ed emozionante dalla quale è difficile dividersi.
“Alimentare il corpo è un atto d’amore. Creare nuove forme per nutrirsi alimenta il desiderio" Alcuni pezzi della Pandora Design. Nell’ordine, partendo da sinistra: Kataspoon, Forkela, DeLuxe, 2Spin, PandoraCard, Trinacria, Tapas e Flying Set.
Quest’inverno col cibo ci abbiamo dato tutti dentro.. ma quest’estate le nostre posate le troveremo “esauste” sui nostri piatti. Questo grazie al progetto della giovane designer Kathryn Hinton, chiamato appunto Exhausted Cutlery, che ha ideato ed esposto alla mostra che il Royal College of Art di Londra organizza ogni anno per gli studenti appena diplomati. Si tratta di vere e proprie posate “ri-posate”, che sembrano adagiarsi e prendere forma sulla superficie su cui poggiano. Niente più posate tese o in bilico dunque.. niente più rischi di appoggiarci i gomiti creando catapulte a tavola..peccato!
Forse il concept non è dei più nuovi, ma fa sempre effetto il servizio di posate "mangiucchiate" di Mark A. Reigelman che nasce dal triste riscontro dell'iniqua distribuzione delle risorse alimentari nel mondo.Sono state presentate al Macef 09, si tratta di un set di posate dalle forme sicuramente originali, pensate per aperitivi e per abbellire le presentazioni della tavola.
Amuse Bouche, di Pott Podio,non rispettano le comuni regole di ergonomia e non risultano, almeno al primo impatto, di facile utilizzo, ma che siano originali e diverse lo dobbiamo ammettere.
Amuse Bouche, di Pott Podio,non rispettano le comuni regole di ergonomia e non risultano, almeno al primo impatto, di facile utilizzo, ma che siano originali e diverse lo dobbiamo ammettere.
Bamboo è il set di posate multi-uso ideato nel 2000 da Giulio Iacchetti per Pandora Design. Bamboo, realizzato in legno okumè naturale o in polipropilene, è un coltello che contiene al suo interno una forchetta. Originale, comodo e funzionale, questa multi-posata ben rappresenta la filosofia di Pandora Design, volta a rinnovare il linguaggio contemporaneo del consumo di cibo Tra i nuovi trend c’è, senza dubbio, il finger food. Un nuovo modo di mangiare, con le mani appunto, che sta stuzzicando la fantasia di molti designer. Pick it ne è un altro esempio
Eat with your finger, ovvero mangia con le dita. E’ il nuovo concept per questo piccolo accessorio di food-design realizzato da un frizzante terzetto di giovani designer: Merry-Kavamura&Ganjavian (i tre designers).
Spork, un incrocio perfetto tra una forchetta, un cucchiaio e un coltello, un nuovo accessorio per il food-design.Autore di questo incrocio è il designer svedese Joachim Nordwalle. LA NATURA DEL DESIGN
Il design come “buona cultura di progettazione” e come applicazione rigorosa di un processo di ideazione, elaborazione, sviluppo e implementazione si caratterizza come importante strumento di pianificazione consapevole in grado di dare senso e significato ai nuovi prodotti e servizi (de + signare) rafforzando la competitività delle imprese sul mercato.
Mi piace sottolineare, quest'opera del designer Thomas Brown. Si tratta di un'opera che si può tranquillamente annoverare come "social-design ", in quanto sono sedie + banco, per una scuola del Sud Africa.
Marilyn Wann, che probabilmente condivide le nostre angosce a riguardo, ha creato una bilancia speciale che invece di riferirvi il vostro peso vi dirà che siete sexy, carini o attraenti.
Il contesto si trasforma sotto i nostri occhi ecco come le azioni quotidiane della natura ritornano dentro la vita di ogni giorno e così le sedute si trasformano attraverso il tocco sapiente dell'artista - artigiano ed ecco che la "fatasia del Piccolo Principe trova forma"
opere : 'spaghetti bench' & 'spaghetti double' by pablo reinoso
'united we stand' by rob southcott
....arriva dall'alto tu ti sposti ma ecco nel posto in cui tu eri seduto ops una colata di colore che si impadronisce del volume riproponendo qualcosa di nuovo una materia sulla materia...effetto incredibile...ne resto affascinata...e rimango ferma a contemplare..."l'attimo fuggente che si impadroni delle sedia" della madre.
Ritratto di Chesterfield sedia mia madre 'di Andersen Gunnar Aagaard, 1964
L'incredibile materia che prende forma...una continuità di qualcosa che è stato scavarentato e spappolato su di un muro ed ecco piccole sedute che mascono come erba spontanea su un muro esterno sottoposto agli agenti atmosferici... "l'arte e la follia"
piscine e pouf 'per l'edizione Klaus Engelhorn da Robert Stadler, 2004
Riuso dei materiali...semplicemente "Forma - Fantasia - Perfezione = Biodegradabile100%"...
Sedia da sperimentale serie bordi da Frank Gehry, 1980
Expo 2010 Shanghai
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prodotte sia dalla nostra sensibilità che dalla nostra capacità pratica. Per fortuna non mancano esempi di questo tipo, basti pensare alle ricerche che già a partire dai primi anni ‘90 sono state condotte dal gruppo olandese Droog Design o dai brasiliani Fratelli Campana. L’evidente inquinamento semiotico di cui parlava Manzini già in quegli anni, condusse molti giovani progettisti verso la strada del riciclo, verso un’‘estetica del brutto’ ma intelligente, del prodotto smascherato da ogni sovrastruttura, puro e asciutto.Ne sono un esempio la Rag chair o il contenitore Chest of drawers di Tejo Remy, la Knotted chair di Marcel Wanders, i vasi di Hella Jongerius, o ancora la seduta Favela dei Campana. Si tratta di oggetti che affondano le radici nella ricerca di applicazioni innovative per i materiali spesso poveri, sfidando il senso comune. Oggetti di seconda generazione, nati da prodotti di recupero trasferiti fuori dal contesto e dalla funzione originale e dalla forte componente evocativa. La loro ispirazione attinge spesso a oggetti di uso quotidiano, rifiuti, materiali industriali cui viene restituita una nuova dignità estetica. La scuola giapponese di design Nendo ha progettato la Cabbage
Chair, realizzata con gli scarti dell’industria dell’abbigliamento, una
poltrona ecologica costituita da fogli arrotolati verticalmente uno
sull’altro che possono venire modellati a proprio piacimento.
Chair, realizzata con gli scarti dell’industria dell’abbigliamento, una
poltrona ecologica costituita da fogli arrotolati verticalmente uno
sull’altro che possono venire modellati a proprio piacimento.
Non sono trascurabili i valori positivi e sostenibili di questa seduta.Intanto è creata a partire da un materiale di scarto ma questa è solo una condizione tra le altre, è importante sottolineare che per la creazione della Cabbage Chair non sono stati utilizzati elementi per irrigidire la struttura, e neanche colle o viti. La struttura ondulata dei fogli, infatti, restituisce una forte rigidezza di forma, potenziata dal trattamento con resine al quale i fogli sono sottoposti, insieme ad un effetto ’cuscino’ determinato dall’elasticità dei fogli piegati."
Patchwork Collection, Amy Hunting.Gli elementi sono realizzati interamente in legno e consistono in una sedia, una libreria e 12 lampade che si racchiudono l’un l’altra come matrioske.
sabato 13 novembre 2010
Bruno Munari: "Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch'io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima. "
È stato uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del ,XX secolo, dando contributi fondamentali in diversi campi dell'espressione visiva e non visiva con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell'infanzia attraverso il gioco.Egli è figura leonardesca tra le più importanti del novecento italiano.Bruno Munari domina la scena milanese degli anni cinquanta-sessanta; sono gli anni del boom economico in cui nasce la figura dell’artista operatore-visivo che diventa consulente aziendale e che contribuisce attivamente alla rinascita industriale italiana del dopoguerra.Munari partecipa giovanissimo al movimento futurista, dal quale si distacca con senso di levità ed umorismo, inventando la macchina aerea (1930), primo mobile nella storia dell'arte, e le macchine inutili (1933). Verso la fine degli anni ‘40 fonda il MAC (Movimento Arte Concreta) che funge da coalizzatore delle istanze astrattiste italiane prospettando una sintesi delle arti, in grado di affiancare alla pittura tradizionale nuovi strumenti di comunicazione ed in grado di dimostrare agli industriali la possibilità di una convergenza tra arte e tecnica. Nel 1947 realizza Concavo-convesso, una delle prime installazioni nella storia dell'arte, quasi coeva, benché precedente, all'ambiente nero che Lucio Fontana presenta nel 1949 alla Galleria Naviglio di Milano.È il segno evidente che la problematica di un'arte che si fa ambiente e in cui il fruitore è sollecitato, non solo mentalmente, ma in modo ormai multi-sensoriale, è ormai matura.
Nel 1950 realizza la pittura proiettata attraverso composizioni astratte racchiuse tra i vetrini delle diapositive e scompone la luce grazie all'uso del filtro Polaroid realizzando nel 1952 la pittura polarizzata, che presenta al MoMA nel 1954 con la mostra Munari's Slides.
È considerato uno dei protagonisti dell’arte programmata e cinetica, ma sfugge per la molteplicità delle sue attività e per la sua grande ed intensa creatività ad ogni definizione, ad ogni catalogazione.
"L'arte è ricerca continua, assimilazione delle esperienze passate, aggiunta di esperienze nuove, nelle forma, nel contenuto, nella materia, nella tecnica, nei mezzi."
"Se volete poi sapere qualcosa di più sulla bellezza, che cos'è esattamente, consultate una storia dell'arte e vedrete che ogni epoca ha le sue veneri e che queste veneri (o apolli) messi assieme e confrontati, fuori dalle loro epoche, sono una famiglia di mostri. Non è bello quello che è bello, disse il rospo alla rospa, ma è bello quello che piace."
Ettore Sottsass:"L'arte è un modo per vincere la paura... Un modo di tentare di finir dentro nell'ignoto, di fermarlo questo ignoto in qualche maniera"
Si laurea in architettura al Politecnico di Torino nel 1939, quindi inizia la sua attività a Milano nel 1947 dove apre uno studio di design, collaborando con Giuseppe Pagano. Nel 1949 sposa Fernanda Pivano. Fa in un primo tempo parte del Movimento Arte Concreta per aderire poi allo Spazialismo. Dal 1958 inizia la sua collaborazione, che durerà per oltre trent'anni, con la Olivetti in qualità di computer design. L'anno successivo vince il Compasso d'oro, primo di una serie di importanti riconoscimenti internazionali. Nel 1980 apre lo studio "Sottsass e associati" e nel 1981 fonda il gruppo Memphis insieme ad architetti di prestigio di tutto il mondo. Vari sono i campi artistici in cui si sperimenta, in particolare nelle arti visive. Nel 1988 esce Terrazzo, rivista da lui ideata e realizzata, e che uscirà fino al 1996. Grandi mostre internazionali e grande fama: Sottsass è stato uno dei più grandi nomi del design e uno dei maggiori architetti del secolo scorso.
Morì il 31 dicembre 2007 per complicanze cardiache di una influenza.
Morì il 31 dicembre 2007 per complicanze cardiache di una influenza.
"Il mio vago treno accelerato sta entrando in stazione e rallenta molto.
Dal finestrino vedo soltanto treni fermi, vuoti, che aspettano, rotaie vuote, vagoni rossi da trasporto – di quelli che hanno portato i prigionieri a Auschwitz – qualche erba cresciuta in solitudine in mezzo alle macchie nere di grasso.
All'orizzonte la città dei molto risparmiati metri quadri dell'industria edile.
Devo scendere. Non ho più niente da fotografare.
Fuori dalla stazione anche i taxi aspettano. C'è un qualche "Bar – caffé", un negozio di cravatte, la Banca dell'Artigianato, una trattoria con le tendine di pizzo chiuse.
C'è il benessere della civiltà occidentale...
Mi sono sbagliato. In Sardegna, a Cala di Volpe, nel porto avevo visto almeno duecento yacht enormi, bianchi, puliti con grandi mazzi di gladioli rossi sul ponte e belle signorine che aspettavano la notte in bikini.
Forse il benessere è lì ma non ho capito per quale benessere si fanno le guerre. Ahimè!"
Dal finestrino vedo soltanto treni fermi, vuoti, che aspettano, rotaie vuote, vagoni rossi da trasporto – di quelli che hanno portato i prigionieri a Auschwitz – qualche erba cresciuta in solitudine in mezzo alle macchie nere di grasso.
All'orizzonte la città dei molto risparmiati metri quadri dell'industria edile.
Devo scendere. Non ho più niente da fotografare.
Fuori dalla stazione anche i taxi aspettano. C'è un qualche "Bar – caffé", un negozio di cravatte, la Banca dell'Artigianato, una trattoria con le tendine di pizzo chiuse.
C'è il benessere della civiltà occidentale...
Mi sono sbagliato. In Sardegna, a Cala di Volpe, nel porto avevo visto almeno duecento yacht enormi, bianchi, puliti con grandi mazzi di gladioli rossi sul ponte e belle signorine che aspettavano la notte in bikini.
Forse il benessere è lì ma non ho capito per quale benessere si fanno le guerre. Ahimè!"
[Foto dal finestrino, "Domus", Milano, n. 900, febbraio 2007]
NB. Questa foto l'ho realizzata di ritorno da Chicago ,viaggio bellissimo,
guardando dal finestrino ...."l'orizzonte infinito".... ;)
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